Due passi nella storia

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1 Dicembre 2021
2001-2021: Unicoop Tirreno e AVSI, 20 anni insieme per il Sostegno a distanza di molti bambini e delle loro comunità nei paesi più poveri del mondo. E la storia continua...

Articolo pubblicato su NuovoConsumo del mese di dicembre 2021

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Un modo di dire che sembra fatto apposta per descrivere la dichiarazione d’intenti su cui poggia la storia tra Unicoop Tirreno e l’organizzazione non profit AVSI per il Sostegno a distanza di tanti bambini poveri del mondo. Dietro, una filosofia che le accomuna: difendere la dignità della persona attraverso lo studio e l’educazione, darle valore. E così questa storia di aiuto reciproco e di solidarietà dura da 20 anni.

I migliori anni
Era il 2001 quando Unicoop Tirreno decise di unirsi a AVSI lanciando Cuore di Coop, poi diventato il progetto umanitario del Sostegno a distanza insieme agli altri racchiusi nel nome Basta un gesto. E nel nome è racchiuso, ancora oggi, il destino di molte persone. Da allora Unicoop Tirreno ha sostenuto, infatti, 1.049 bambini; quest’anno, grazie ai punti donati dai soci facendo la spesa, ha raccolto 26.500 euro e ha raddoppiato la cifra versando 53mila euro, così da garantire il rinnovo del sostegno in corso di 171. Sempre con AVSI, operando concretamente perché questi bambini crescano sereni, attraverso l’istruzione e le cure, ma anche pensando alle famiglie e all’ambiente che li circonda con attività di formazione che generano un reddito, piccolo o grande che sia, a tutto vantaggio della comunità in cui i bambini vivono. «Uno scopo nobile che Coop da subito ha sentito come suo. E sono tante le buone ragioni: bambini da mandare a scuola, case da costruire, famiglie bisognose a cui dare un aiuto reale. Il Sostegno a distanza cambia, realmente, la vita di una persona e della collettività – dice Massimo Favilli, vicepresidente e direttore soci e comunicazione di Unicoop Tirreno, che qualche anno fa a Kampala, in Uganda, tutto questo l’ha visto con i suoi occhi –. I volontari infaticabili, le madri stremate dal lavoro, eppure forti e tenaci, per dare un futuro migliore ai figli, la curiosità dei ragazzini, la loro voglia di imparare, la loro vitalità, scuole che sbucavano come dal niente, in mezzo a così tanta miseria. Grazie al Sostegno a distanza con AVSI le persone possono riprendersi la loro dignità».

Love story
Tra le tante lettere scritte dai bambini ai loro sostenitori per ringraziarli e parlare di sé (e una volta grandi continuano a scrivere) tante storie di conquista della dignità. Abbiamo scelto quella di Wilson M Ndegwa, che ha beneficiato del sostegno dal 2006 al 2017. Partiamo da oggi e andiamo a ritroso nel tempo. Wilson ha 21 anni; ultimo di 8 figli, ha perso la mamma all’età di 5 anni; il padre, per mantenere la famiglia, vendeva carbone ma le sue entrate col tempo sono diventate sempre più esigue e non bastavano più per pagare le tasse scolastiche. E poi nel 2006 lui, con uno dei fratelli, per merito del Sostegno a distanza di Unicoop Tirreno, ha potuto frequentare la Father Joseph Baldo Primary School a North Kinangop, in Kenya. “Caro Sig. Unicoop Tirreno, da quel momento la mia vita è cambiata”, scriveva Wilson bambino, quando ancora frequentava la scuola, in una lettera al suo sostenitore “di lontano”, pensando che fosse un solo generoso, signore. “Sempre al mio fianco, sei stato come un padre per me; non mi mancava nulla e hai trasformato la mia esistenza, portandomi da zero a ciò che sono oggi – scrive Wilson da grande –. Adesso mi trovo al Cicely McDonnell College of Health Sciences del Nairobi Hospital per la mia carriera in infermieristica. Non vedo l’ora di proseguire gli studi all’estero, in particolare in America, e accrescere le mie competenze”. E spiega così il motivo della scelta: “Ho pensato che per ricambiare ciò che hai fatto per noi la cosa migliore fosse aiutare le persone più vulnerabili, specialmente i malati e gli anziani, a recuperare la salute e tornare a vivere normalmente. La mia vita, per merito tuo, è un successo. Spero di poterti incontrare un giorno, perché per me eri e rimani un modello da seguire”. Wilson ha scritto queste righe mosso da una profonda gratitudine, ma anche dalla preoccupazione per le cattive notizie che arrivavano dall’Italia durante la pandemia. Questa ha tutta l’aria di una storia d’affetto tra lui e noi, che ha ben poco a che fare con la retorica dell’“essere buoni” e molto con una vera speranza di felicità

 

 

AVSI organizzazione non profit fondata nel 1972 che realizza progetti di cooperazione allo sviluppo e di aiuto umanitario in 38 paesi, Italia compresa. Tanti progetti, un solo imperativo morale, una missione: ridare dignità alle persone, contribuendo a creare un mondo in cui ciascuno sia protagonista del proprio sviluppo, a tutto tondo, e di quello della comunità a cui appartiene, anche in zone di guerra e in situazioni di emergenza. Nell’ultimo anno ha aiutato quasi 5 milioni di persone in difficoltà, di cui 21.412 bambini attraverso il Sostegno a distanza.

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