Negli ultimi giorni del 2016, le cooperative di consumo italiane hanno sottoscritto gli strumenti finanziari partecipativi emessi da Unicoop Tirreno per 170 milioni di Euro. Questa cifra è andata ad incrementare, praticamente raddoppiandolo, il patrimonio della Cooperativa.
L’operazione ha allineato Unicoop Tirreno alle nuove regole di rapporto tra patrimonio e prestito sociale fissate dalla Banca d’Italia.
Si ricorda che il rapporto non deve superare l’1 a 3, cioè il prestito sociale deve essere al massimo tre volte il patrimonio.
Questa stessa operazione ha consentito alla Cooperativa di liberare ulteriori ingenti risorse finanziarie, mettendo l’impresa in una condizione di sicurezza. La cooperativa ha quindi le risorse per rispondere alle esigenze dei soci prestatori.
Tutti i soci che hanno prelevato dal loro deposito sono stati saldati senza problemi.
Si ricorda che, insieme con le regole prima citate, la Banca d’Italia ha anche imposto alle cooperative di non dare “denaro a vista”; di qui l’obbligo della prenotazione per i ritiri.
"La cooperativa è oggi più forte – esordisce Marco Lami presidente di Unicoop Tirreno- sul piano patrimoniale e anche sul piano manageriale. Dopo il direttore generale Piero Canova, sono entrati in cooperativa altri professionisti di provata esperienza e competenza.
L’obiettivo è quello di tornare a produrre reddito nella gestione caratteristica e di garantire quindi un futuro alla Cooperativa.
Possiamo affrontare questa difficile fase con la convinzione che il rilancio è possibile, che gli impegni di risanamento che ci siamo assunti anche nei confronti delle cooperative che ci hanno aiutato sono raggiungibili.
Il piano industriale che è stato presentato alle organizzazioni sindacali prevede interventi per il rilancio delle vendite e la crescita della marginalità e prevede anche i tagli di costo e la revisione della rete di vendita. Si tratta di creare le condizioni, pur in un contesto di crisi dei consumi e di crescita della concorrenza, per avere una azienda in salute, in grado di competere e di produrre servizio e valore nei territori di presenza.”
“Sappiamo che si prospetta un percorso duro – continua Lami-, ma la nostra intenzione è quella di trovare un accordo con le organizzazioni sindacali. Gli obiettivi sono imprescindibili, per gli impegni che ci siamo presi e per avere le condizioni per il rilancio; gli interventi e le possibili soluzioni sono in discussione. Naturalmente ci auguriamo che si riesca ad arrivare a scelte condivise”.